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   |    (Nov 06, 2017)
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   |    (Giu 14, 2017)
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   |    (Feb 05, 2017)
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Ci vengono chiesti chiarimenti in ordine al trattamento economico previsto per il personale ricollocato in altra Amministrazione dello Stato perché inidoneo al servizio di Polizia.

L’11 settembre 2014, la segreteria Nazionale inviava una nota al Dipartimento della P.S. per chiedere chiarimenti in ordine all’applicazione dei commi 458 e 459 della legge 27.12.2013 nr. 147, pubblicata nella G.U. 27.12.2013 (legge di stabilità 2014), con cui veniva disposta l'abrogazione dell'articolo 202 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, nonché dell'articolo 3, commi 57 e 58, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (testo pubblicato su Flash 37/2014 del 15 settembre 2014).

Dette disposizioni, consentivano il mantenimento del trattamento economico più favorevole, per il mezzo di un assegno "ad personam" riassorbibile, nei casi di passaggio di carriera presso la stessa o altra Amministrazione Pubblica.

La problematica veniva sollevata con riferimento al D.P.R. 24.4.1982, n. 339 che prevede espressamente il passaggio, a domanda, del personale giudicato inidoneo ai servizi di Polizia, nelle corrispondenti qualifiche di altri ruoli della Polizia di Stato o di altre Amministrazioni dello Stato, a condizione che l'infermità accertata ne consenta l'ulteriore impiego.

Al riguardo della problematica, il Dipartimento Pubblica Sicurezza Ufficio Relazioni Sindacali ha fornito chiarimenti con la nota 557/RS/557/RS/01/12812 del 27 gennaio 2015, integralmente visionabile nella apposita sezione del nostro sito all’indirizzo www.siulp.it ed il cui testo di seguito si riporta: “”Con riferimento a quanto segnalato da codesta Segreteria Nazionale con la nota sopra indicata, relativa all'oggetto, si comunica quanto riferito dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane al riguardo dell'assegno “ad personam”, disposto dall'art. 1, comma 458 della legge di stabilità n. 147 del27 dicembre 2013. Con l'abrogazione dell'art. 20 del T.U. di cui al d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3 e dell'art. 3, commi 57 e 58 della legge 537/93, a decorrere dal 1 gennaio 2014 è venuto meno il meccanismo del cd. “divieto di reformatio in peius”, attraverso il quale, con l'attribuzione di un assegno ad personam come elemento aggiuntivo della retribuzione, pari alla differenza fra lo stipendio già goduto ed il nuovo, si salvaguardava l'invarianza del trattamento economico fondamentale dei dipendenti pubblici in caso di passaggio di carriera nell'ambito della stessa o diversa amministrazione.

In merito agli effetti della predetta norma sul personale della Polizia di Stato, è stato ritenuto che gli stessi siano limitati ai casi di transito nei ruoli della Polizia di Stato di personale proveniente da altre amministrazioni statali, nei confronti del quale non si provvederà più all'attribuzione dell'assegno ad personam. E' stato evidenziato che la disposizione prevista dal citato art. 1, comma 458 non dovrebbe incidere sul diritto del personale non idoneo all'espletamento dei servizi di polizia, transitato in altre amministrazioni statali, a percepire “scatti aggiuntivi di stipendio” nel caso in cui il nuovo trattamento spettante a titolo di assegni fissi e continuativi risulti inferiore a quello in godimento allo stesso titolo all'atto del passaggio, in quanto detto beneficio è stato introdotto dall'art. 10 del D.P.R. 24 aprile 1982, n. 339 (regolamento che disciplina le modalità di trasferimento di detto personale in altri ruoli della Polizia di Stato o in altre Amministrazioni).

In proposito è stato riferito che disposizioni analoghe a quelle citate sono poste a salvaguardia dei dipendenti non più idonei al servizio d'istituto di tutte le altre Forze di Polizia e delle Forze Armate.

La Direzione Centrale in parola ha ritenuto, infine, che il suddetto assegno “ad personam” non rientri tra le disposizioni normative abrogate dal comma 458 dell'art. 1 della legge 147 del 27dicembre 2013, precisando che tale attribuzione viene erogata dall'Amministrazione presso cui i dipendenti in questione sono transitati.””

Roma, 3 ottobre 2015                      La Segreteria Nazionale

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